D’Annunzio Gabriele (Rifugio) (distrutto)

D’Annunzio Gabriele (Rifugio)

D’Annunzio Gabriele (Rifugio)

Il rifugio Gabriele D’Annunzio fu il vanto e l’orgoglio della sezione CAI di Fiume.
L’idea di dedicare un rifugio a Gabriele D’Annunzio era maturata prima ancora che il poeta divenisse, in occasione dell’annessione di Fiume all’Italia, il “Principe di Monte Nevoso”.
Fu infatti nel 1921, nel corso dell’inaugurazione del rifugio Egisto Rossi al Lisina che il presidente della Sezione, Guido Depoli, annunciò il proposito di costruire e dedicare il prossimo rifugio a Gabriele D’Annunzio.
La promessa venne mantenuta quando il 12 settembre del 1925 avvenne l’inaugurazione della nuova opera.
Venne realizzata poco distante dal Monte Nevoso, in località Svinsciaki, a mezz’ora dalla Val Brutta e nei pressi della carrareccia forestale che sale verso il massiccio terminale del Monte, a tre ore e mezza di buona marcia da Villa del Nevoso.
Il rifugio venne realizzato con il concorso dell’Amministrazione Forestale Schônburg Waldemburg che mise a disposizione il terreno, materiali, uomini e mezzi a patto di avere per se una porzione di fabbricato con alcuni locali per la propria base forestale.
Alla realizzazione infine concorsero anche altre Sezioni “sorelle” con generosi contributi; molte Aziende offrirono suppellettili. Era capace di oltre 250 posti letto tra camerate, stanze speciali e dormitori comuni.
Divenne un onere pesante per la Sezione, che doveva completarlo, gestirlo, mantenerlo efficiente e pagare i debiti contratti per costruirlo.
Il rifugio ebbe un brutto destino quando il capitano di mare Trevisan al soldo della Serenissima Repubblica Veneziana in una delle frequenti scorrerie contro Fiume lo rase al suolo. Al punto che poté riferire al Doge che, dopo la sua visita, “non si poteva più dire qui è Fiume ma si doveva dire qui fu Fiume”.


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