Locatelli Carlo al Passo Tuckett (Rifugio)

  • Regione: Lombardia
  • Località: Bormio (Sondrio)
  • Sezione: Bergamo
  • Anno di costruzione: 1938
Locatelli Carlo al Passo Tuckett (Rifugio)

Locatelli Carlo al Passo Tuckett (Rifugio)

Era da poco entrata in funzione la Scuola di sci del Livrio, che nel 1935 la sezione CAI di Bergamo dava inizio ai lavori di costruzione di un rifugio al Passo Tuckett (a m.3360) nel Gruppo dell’Ortles a circa due ore dal rifugio Monte Livrio.
Nelle intenzioni dei promotori il nuovo rifugio, dedicato al fratello di Antonio Locatelli, Carlo, caduto sul Presena in azione di guerra, doveva servire da base per le ascensioni alla Trafoi, alla Thurwieser, al Madaccio e al Campana e da punto d’appoggio per la traversata dal Livrio alla Capanna V° Alpini in Val Zebrù. I lavori di costruzione incontrarono enormi difficoltà sia per il trasporto dei materiali, sia per l’altitudine e i rigori del clima, tanto che a un certo punto i lavori dovettero essere sospesi a causa dell’avversione delle maestranze locali e del conduttore del rifugio Livrio che non vedevano di buon occhio l’estendersi dell’attività della Sezione nella zona. Si rese necessario far intervenire maestranze bergamasche per la ripresa dei lavori che vennero ultimati nel 1937. A causa del maltempo l’inaugurazione, già fissata per il 12 settembre, poté avvenire solo l’anno successivo, il 17 luglio 1938. La relativa vicinanza del rifugio Livrio limitava parecchio l’utilità di questo nuovo ricovero, che richiedeva continui interventi contro i danni prodotti dalle intemperie. Il “nido delle aquile”, come venne allora definito, avrebbe dovuto ospitare tra l’altro la Scuola di Ghiaccio del GUF (Gioventù Universitaria Fascista) di Bergamo, ma in realtà venne frequentato pochissimo e dopo le devastazioni subite nella seconda Guerra Mondiale, fu lasciato per lungo tempo in stato di completo abbandono. Nel 1951 si tentò di riattivarlo ma con scarsi risultati. Nel 1968 si decise sostituire il vecchio rifugio in muratura ridotto ormai in cattive condizioni con un classico bivacco a “semibotte” ma le difficoltà di trasporto e l’impossibilità d’impiegare l’elicottero hanno impedito la realizzazione del progetto.


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