Tiziano alle Marmarole (Rifugio) ora utilizzato come Bivacco

Tiziano alle Marmarole (Rifugio) ora utilizzato come Bivacco

Tiziano alle Marmarole (Rifugio) ora utilizzato come Bivacco

Il rifugio Tiziano, il terzo edificato dalla sezione CAI di Venezia, risale al 1899 e fu dedicato al sommo pittore cadorino che per tanti anni profuse la sua arte presso la Repubblica Serenissima. In realtà oggi la struttura ricettiva consta di due manufatti: un classico bivacco fisso a semibotte in lamiera e l’edificio in pietra originario. Trattasi di una situazione un po’ anomala, dovuta ad una serie di vicissitudini che hanno travagliato il rifugio sul Col di Vallonga nel gruppo delle Marmarole.
Il “Tiziano” ebbe a soffrire subito di una gestione non regolare. La lunga e faticosa via di accesso non incoraggiava gli escursionisti a salire lassù. Basti pensare che nel 1905 i visitatori furono solo tre. Non si poteva chiedere ad un gestore di permanere in quei luoghi per un’intera stagione con prospettive di guadagno nulle. Venne allora deciso di adibirlo a ricovero. Si dovevano prelevare le chiavi in posti prestabiliti e il visitatore poteva contare su qualche modesto approvvigionamento versando poi il corrispettivo in apposita cassettina. La cosa all’inizio funzionava, poi nel tempo cominciarono a mancare delle vettovaglie e le offerte; oltre che alle ingiurie del tempo e vandalismi. Riattato nel 1961 con il contributo della Fondazione “Antonio Berti”, nel volger di neppure un decennio venne nuovamente ridotto in condizioni pietose.
Fu nel 1977 che la Sezione decise di erigere, quasi a ridosso, un bivacco fisso. Ciò fu possibile per l’apporto economico dalla Sezione Montagna de “Il Gazzettino”. Trascorsero altri dieci anni e, nelle estati 1987-1988 venne dato il via ad una significativa opera di restauro manutentivo del vecchio e glorioso “Tiziano” in funzione dei sempre più numerosi frequentatori dell’Alta Via delle Marmarole. Tuttavia, la Sezione ha ritenuto opportuno che i visitatori usufruiscano del solo prefabbricato contiguo mentre chi intende pernottare nel vecchio “Tiziano”, dovrà richiedere le chiavi presso dei fiduciari.

 


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