Tissi Attilio (Rifugio)

Tissi Attilio (Rifugio)

Tissi Attilio (Rifugio)

Il 22 agosto 1959 alla Torre di Lavaredo perdeva la vita il senatore della Repubblica Attilio Tissi, presidente del CAI di Belluno, valente alpinista e valoroso patriota.
Un senso di sbigottimento colpì la grande famiglia degli alpinisti, in particolare la sua Sezione, i suoi vecchi compagni di cordata, amici di vita e di lavoro.
Saranno proprio quest’ultimi a promuovere un’iniziativa per onorarne la sua memoria, quella di erigere un rifugio a ricordo della sua figura.
Non vi fu dubbio alcuno nell’individuazione l’ubicazione ai piedi della parete nord della Civetta tanto a lui cara, dove aveva conseguito mirabili imprese.
Dopo la creazione di un comitato esecutivo al progetto, fu stilato un programma e redatto un piano finanziario orientativo ed individuate le possibili fonti di finanziamento.
Il problema del trasporto dei materiali in quota e dell’acqua impegnò a fondo il Comitato. Le Autorità Militari, in relazione a particolari esigenze di addestramento, non potevano assicurare la continuità dell’offerta di aiuto dei muli, di mezzi e di uomini, parimenti la SETAF poteva mettere a disposizione gli elicotteri americani solo in periodi limitati.
Nel gennaio de 1961 arrivò un finanziamento dal Ministero del Lavoro che permise la costruzione di una teleferica, indispensabile per la realizzazione dell’opera.
In soli due mesi, al 10 di ottobre, fu raggiunto il tetto. Nella primavera del 1962 ripresero i lavori che proseguirono fino a stagione inoltrata per renderlo fruibile la stagione successiva.
Il rifugio Tissi venne così inaugurato il 25 agosto del 1963, madrina dell’opera fu la signora Mariola Guglielmini Tissi, anch’essa valida alpinista e compagna di cordata di Attilio.
Nel 1981 fu avviato a soluzione anche il problema del rifornimento idrico, ricercando una vena d’acqua che potesse essere trasferita sino alla cisterna esterna del rifugio tramite una lunga condotta attraversante la Val Civetta.
A seguito dello sviluppo assunto dal turismo alpino ed al conseguente aumento della frequentazione della Val Civetta, la struttura, posto di tappa dell’Alta Via n.1 evidenziò una particolare carenza di posti letto.
Nel 1982 la Sezione deliberò un programma di ampliamento, da realizzare in più anni, in relazione alle risorse finanziarie disponibili, avviato nel 1983 e proseguito negli anni successivi.


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