Vittorio Emanuele II al Gran Paradiso (Rifugio)

Vittorio Emanuele II al Gran Paradiso (Rifugio)

Vittorio Emanuele II al Gran Paradiso (Rifugio)

Il primo rifugio fu disegnato dall’ing.Camillo Boggio e costruito nel 1884 dalla sede centrale del CAI, inaugurato il 28 agosto del 1885 e dedicato alla memoria del Re d’Italia e Presidente Onorario del CAI nonchè cacciatore e alpinista Vittorio Emanuele II. Fu costruito in muratura e rivestito internamente in legno, diviso in cinque camere (tre ad uso di dormitorio, una sala da pranzo ed una cucina) ed una stalla.
La storia del secondo rifugio a forma di semibotte ha inizio negli anni trenta sotto la presidenza del Senatore G.Brezzi che affidò ad un socio e consigliere della sezione torinese, l’ing. Dumontel, socio accademico del CAAI, il progetto di realizzazione del nuovo rifugio a condizione che la struttura interna venisse realizzata interamente in ferro, di produzione Cogne.
Delle fonti scrivono che nel 1933 il Principe del Piemonte Umberto di Savoia venne trasportato a dorso di mulo da Pont Valsavarenche al rifugio e con solenne cerimonia inaugurò uno “scatolone vuoto”, dato che erano state costruite solo le due facciate in muratura di pietrame e la struttura metallica interna, il tutto ricoperto da un tetto in sottile lamierino che in pochi anni denotò la propria inadeguatezza.
La seconda guerra mondiale bloccò il proseguo dei lavori che ripresero solo nel 1951 sotto la direzione dell’ing. Giovanni Bertoglio che cercò di completare al meglio i danni subiti dagli eventi bellici. I lavori procedettero soprattutto per merito del gestore Valentino Daynè che inaugurò, sia pure parzialmente, il rifugio già nella primavera del 1954 in occasione del 1° Rally sci alpinistico Lafuma. Negli anni successivi furono completati i 2 piani letto e la centralina idroelettrica, azionata dall’acqua del sottostante laghetto.
Il rifugio Vittorio Emanuele è diventato negli anni molto noto sia per la posizione stupenda in cui sorge che per il servizio che fornisce agli ospiti alpinisti o appassionati di scialpinismo e sia ai semplici turisti ed escursionisti attratti dalle bellezze del Parco Nazionale in cui è ubicato. Le salite circostanti sono di grande soddisfazione senza presentare eccessive difficoltà come i 4061 mt. della vetta del Gran Paradiso, una classica delle Alpi Occidentali.


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