Amprimo Onelio (Rifugio)

Amprimo Onelio (Rifugio)

Amprimo Onelio (Rifugio)

La zona del Pian Cervetto si trova sul versante meridionale della bassa Valle di Susa.
Già agli inizi del ‘900 divenne oggetto di numerose escursioni, tanto che nel 1937 la locale sezione CAI-UGET di Bussoleno decise la costruzione di un rifugio nella zona, in località Rio Secco.
Il rifugio, dedicato alla memoria di Onelio Amprimo venne inaugurato nel 1939 grazie ai molti volontari della Sezione che gratuitamente dedicarono tempo, capacità ed intelletto alla realizzazione del manufatto.
Il rifugio aveva un perimetro esterno di mt 9×5, i muri in pietra legata con cemento erano spessi mezzo metro.
L’interno aveva un piano terra con un salone di mt 4×6, arredato di stufa, panche e tavoli. Il pavimento, in parquet di legno, era sollevato da terra ed aveva una botola che permetteva di accedere ad una piccola cantina.
Il primo piano era adibito a dormitorio e comprendeva un unico salone di mt 8×4 con un’altezza centrale di m. 2,25, anche questo con il pavimento in parquet di legno.
Dal primo piano partiva una seconda scaletta in legno che conduceva ad un piccolo locale, utilizzato come dormitorio di emergenza ricavato sotto il tetto di mt 4×4.
Il materiale necessario alla costruzione del rifugio venne reperito, in larga misura, sul posto. La sabbia estratta dal rio Gerardo, le pietre raccolte nei dintorni e spaccate, il legno tagliato sui terreni demaniali. Tutto il resto venne trasportato a dorso di mulo ed a spalle dai Giordani; si utilizzarono le travi recuperate dai capannoni della stazione di Bardonecchia in rifacimento ed acquistate a basso prezzo, per arredare l’interno e costruire serramenti, tavolati e cuccette.
Si calcolò che vennero spese circa 600 giornate di lavoro per portare a termine l’opera e centinaia di km a piedi dai Giordani a Rio Secco e ritorno con pesanti carichi sulle spalle.
Purtroppo nel settembre del 1944 un incendio appiccato dai nazi-fascisti durante un rastrellamento nella zona distrusse completamente il rifugio; restarono solo i muri perimetrali e qualche mozzicone di trave fumante.
Nell’estate del 1945 ripresero i lavori per ricostruire ed ampliare il rifugio. I costi dei lavori si presentarono ingenti, ma grazie ad un prestito di Luigi Gontero di lire 57.985, si iniziano i lavori che vennero ultimati con un ulteriore spesa di lire 155.251.
Una seconda ristrutturazione, avvenuta negli anni 1996-1997, si era resa necessaria per adeguare lo stabile alla nuova legislazione sui rifugi alpini.
Il rifugio rimane così chiuso per 2 anni, ed anche in questo caso saranno i soci volontari a lavorarci gratuitamente. Oltre 100 volontari con 6.000 ore di lavoro ricostruiranno gli impianti elettrici, idraulici, nuovi servizi igienici, docce, scarico acque reflue, antincendio, locale invernale, serramenti, porte, riscaldamento, tavoli e panche, pavimenti e presa dell’acquedotto rendono il rifugio confortevole e funzionale com’è nello stato attuale.
Un’ultima ristrutturazione avviene nel 2013-2014 con intervenuti prevalentemente sul tetto. La copertura originaria, con le travi datate 1948 viene rimossa, viene costruito un cordolo antisismico su tutti i muri, ricostruito un tetto fortemente coibentato sorretto da robuste travi in legno lamellare.
Oggi il rifugio Amprimo dispone di 48 posti letto e offre i servizi di bar e ristorante.


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