Bensa Emilio (Rifugio) già Rifugio Monte Antola(abbandonato)

  • Regione: Liguria
  • Località: Propata (Genova)
  • Sezione: Ligure
  • Anno di costruzione: 1895
Bensa Emilio (Rifugio) già Rifugio Monte Antola

Bensa Emilio (Rifugio) già Rifugio Monte Antola

La costruzione iniziale inaugurata il 25 giugno del 1895 consisteva in un piccolo fabbricato a due piani costruito da quattro abitanti di Bavastrelli con il concorso della sezione ligure del CAI. Ne era il custode e comproprietario Giovanni Musante di Bavastrelli.
Negli anni successivi seguirono diversi lavori di ristrutturazione e ingrandimenti per soddisfare il continuo aumento di affluenza al rifugio. A ribadire ciò nei dintorni dello stesso si vennero costruendo alcune abitazioni private, una chiesetta e un’osteria.
Nel 1900 il sodalizio cedette a Musante la totale gestione del rifugio riservandone una porzione con entrata indipendente.
Giovanni Musante morì nel 1921 ma i suoi figli mantennero la gestione del rifugio sino al 1979. Nei primi anni 90 l’edificio crollò a seguito ad un incendio che ne espose le strutture agli agenti atmosferici.

Il rifugio Bensa:
intorno ai primi del novecento sorsero, sulla vetta dell’Antola, due nuovi edifici adibiti a residenza per la villeggiatura di facoltose famiglie genovesi. Proprio una di queste villette, dopo alcuni passaggi di proprietà, fu acquistata nel 1927 dalla Società Alpina Ligure che era l’immobiliare del CAI. Furono gli anni del massimo splendore del Rifugio-Albergo, intitolato ad E. Bensa, che assunse i connotati di un vero e proprio rifugio d’alta montagna frequentato d’estate e d’inverno. Il rifugio Bensa restò in attività fino al 1944 quando, utilizzato dalle formazioni partigiane, fu bersagliato dai mortai tedeschi e gravemente danneggiato.
In seguito alla liquidazione della Società Alpina Ligure l’immobile venne messo in vendita ed acquistato nel 1954 dalla famiglia Musante ed utilizzato quale dipendenza della locanda da essi gestita. Nel 1983 riprese a funzionare dapprima gestito dalla famiglia Cecconetto e poi dalla famiglia Vigilia. La definitiva chiusura delle attività avvenne nel 1996.


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