Micheli Giuseppe a Schia (Rifugio) (privato)

Micheli Giuseppe a Schia (Rifugio)

Micheli Giuseppe a Schia (Rifugio)

Con lo svilupparsi degli sport invernali, venne avvertita l’esigenza di attrezzare una località nella provincia di Parma, adatta all’innevamento e che potesse presentare piste idonee anche ai principianti. Si ritenne che tali requisiti fossero presenti in una località posta in Groppizioso di Tizzano Val Parma, sulle pendici del Monte Caio ove il terreno prativo si presentava a lunghi e dolci pendii, privo di ostacoli e di pericoli.
Un guppo di giovani sportivi, tramite l’Ente Opere Assistenziali di Parma, acquistò il 19 febbraio 1933 un appezzamento di terreno su cui venne edificata una capanna rifugio per gli sciatori; nacque così la località “Schia”.
Successivamente, con atto ufficiale in data 7 giugno 1935, i terreni e la capanna furono donati alla sezione CAI di Parma.
Lo scoppio della seconda Guerra Mondiale interruppe bruscamente lo sviluppo della zona e la capanna subì la sorte di molte costruzioni poste in località isolate ove più aspra si svolse la lotta fra i partigiani e le truppe tedesche e fasciste.
La capanna venne interamente smantellata ed il legname venne asportato insieme a tutte le altre attrezzature.
Alla fine della guerra della capanna ne rimase solo il basamento.
Un gruppo di giovani entusiasti sciatori provvide subito ad erigere sulle fondamenta, in via provvisoria, una capanna in legno. Ma evidentemente tale soluzione non poteva bastare alle crescenti esigenze di uno sport di massa qual’era lo sci.
Nominato presidente della Sezione, sul finire del 1949, il dott. Giovanni Ardenti Morini pose subito il problema della costruzione di un rifugio in muratura.
Progettato dal geom. Schianchi e reperito il finanziamento necessario attraverso un prestito della Sede Centrale del C.A.I. e generosi contributi di Enti e privati, il rifugio potè essere inaugurato solennemente, nel nome del compianto Giuseppe Micheli, il 14 dicembre 1952.
Il rifugio consisteva in una cucina e in un ampio salone eventualmente trasformabile, in tutto od in parte, a dormitorio.
Le esigenze, in breve tempo, divennero così pressanti, da indurre la Sezione a prendere in considerazione l’ampliamento del rifugio che avvenne nel 1956 con la realizzazione di ulteriori posti letto, servizi igienici e di una doccia.
Negli anni ’60 la Sezione si dovette impegnare, su sollecitazione anche dell’Ente Provinciale per il Turismo, in altre ristrutturazioni per rendere il rifugio più efficiente e maggiormente ricettivo.
Ora il rifugio è in mano a privati.


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