Osservatorio sull’Etna (Rifugio) (distrutto)

  • Regione: Sicilia
  • Località: Nicolosi (Messina)
  • Sezione: Catania
  • Anno di costruzione: 1879
Osservatorio sull’Etna (Rifugio)

Osservatorio sull’Etna (Rifugio)

Nel 1876 l’intraprendente direttore dell’Istituto Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma, il prof. Pietro Tacchini, promosse il progetto per la costruzione di un edificio da utilizzare come osservatorio scientifico.
Il Ministero della Pubblica Amministrazione per realizzare il progetto acquistò la “Casa degli Inglesi”(1) ormai in disuso, facendola accorpare nella nuova costruzione.
Nel 1879 fu così inaugurato l’Osservatorio Astronomico “V. Bellini”, successivamente diventato Osservatorio Vulcanologico. Realizzato con il contributo finanziario del Governo e degli Enti locali, fu dato in gestione all’Università di Catania.
Nel 1881 quest’ultima diede in concessione alla sezione CAI di Catania, per quasi 50 anni, due ambienti più un servizio per adibirli a rifugio alpino; in cambio il gestore del rifugio aveva funzione di custode anche per l’Osservatorio.
L’Osservatorio era stato intitolato a Vincenzo Bellini, mentre il rifugio alpino, in epoca successiva, fu intitolato alla memoria di un escursionista caduto in montagna: Giovannino Cagni.
La costruzione era dotata inizialmente di una cupola per le osservazioni astronomiche, ma fu in realtà utilizzato per studi di meteorologia e soprattutto, di vulcanologia.
Nel corso della seconda Guerra Mondiale la cupola semisferica fu sostituita da un elemento cilindrico con copertura conica.
Nell’aprile 1971 alcune bocche eruttive aperte a poche centinia di metri a monte dell’Osservatorio lo distrussero completamente.

(1) la Casa degli Inglesi: nel 1804 lo studioso Mario Gemmellaro costruì a proprie spese una modesta capanna nel pianoro adiacente ai ruderi della Torre del Filosofo. Il fratello Carlo, medico a servizio della flotta britannica di stanza a Messina, nel 1811 accompagnò in escursione al cratere alcuni ufficiali di Sua Maestà e li fece alloggiare presso la Casa del fratello Mario. Questi, riconoscenti e affascinati dal viaggio, offrirono un contributo per la costruzione di un edificio più ampio e comodo, sito accanto al primo, che fu chiamato in loro ricordo “Casa degli Inglesi”, utilizzata poi per oltre mezzo secolo.


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