Coppellotti Nino (Rifugio)(abbandonato)

  • Regione: Lombardia
  • Località: Borno (Brescia)
  • Sezione: Brescia
  • Anno di costruzione: 1934
Coppellotti Nino (Rifugio)

Coppellotti Nino (Rifugio)

Il rifugio Nino Coppellotti al Varicla, sotto il Pizzo Camino, ebbe purtroppo una vita breve. I lavori di costruzione vennero ultimati nel 1933 grazie anche al generoso contributo della famiglia Coppellotti e dei suoi amici, a ricordo del Capitano degli Alpini morto a Tolmino nel 1915; il rifugio venne inaugurato l’anno successivo, il 28 giugno 1934.
Nel 1941, poco dopo l’inizio della seconda Guerra Mondiale, ignoti malviventi fecero saltare con la dinamite la robusta porta d’ingresso (si presume siano stati i tedeschi), saccheggiarono il contenuto del rifugio asportando ogni cosa: dai materassi alle coperte, ai cuscini, dagli arredi alle suppellettili della cucina, svuotandolo completamente.
Si racconta che la sera del 27 settembre 1944 fu riempito di dinamite che venne fatta esplodere per distruggere completamente rifugio come ritorsione alla battaglia avvenuta nello stesso giorno tra un gruppo di partigiani e soldati tedeschi , con gravi perdite di ufficiali tedeschi.
Erano duri anni di guerra, la Sezione non aveva i mezzi per rimetterlo in efficienza, e rimandò il problema ad “anni migliori”. Purtroppo, gli anni migliori, per il rifugio Coppellotti, non vennero mai, così che, pur mantenendo la proprietà del suolo, la Sezione, durante l’assemblea annuale del 1964, decise di abbandonarlo.
Nei pressi del Cappellotti fu costruito il rifugio Gualtiero Laeng ad opera della sezione CAI di Cedegolo (Valcamonica).


2 Risposte

  1. Francesco Inversini ha detto:

    Non c’è traccia dell’episodio del 1941 sopra riportato nella memoria locale e nella storia ufficiale del CAI di BS; il rifugio fu riempito di dinamite la sera del 27 settembre 1944 e fatto esplodere per una distruzione totale in seguito a una battaglia tra partigiani e tedeschi avvenuta nello stesso giorno con gravi perdite di ufficiali da parte tedesca. E’ rimasta integra l’addizione tedesca limitata al piano terra, al rifugio stesso, per la quale si erano impegnati i tedeschi assieme al’elettrificazione.

    1. Alberto Zanellato ha detto:

      grazie per la precisazione

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