del Montanaro al Poggio dei Malandrini (Rifugio)

del Montanaro al Poggio dei Malandrini (Rifugio)

del Montanaro al Poggio dei Malandrini (Rifugio)

La costruzione del rifugio risale agli inizi delgli anni ’60. L’idea nacque in contemporaneità con la costruzione del ricovero di Portafranca, necessario per alloggiare gli operai addetti alla bonifica idrogeologica del territorio a nord di Maresca, nella foresta del Teso.
Il consiglio direttivo della sezione CAI di Maresca, che aveva in gestione la Casetta dei Pulledrari, aveva espresso interesse per la costruzione di un rifugio situato a una quota maggiore, nella zona detta “Pedata del Diavolo”.
L’occasione propizia si presentò proprio con la costruzione del ricovero per gli operai a Portafranca. Infatti l’unico modo per far arrivare nella zona di edificazione i materiali occorrenti, fu quello di allestire una piazzola nei pressi della Pedata del Diavolo, e da qui, attraverso un filo metallico a sbalzo, trasportarli fino a Pian Grande, località vicino a Portafranca.
Si presentò così l’occasione per portare i materiali necessari alla costruzione del rifugio tanto desiderato dai soci della Sezione. Fu così che, ottenuti i permessi necessari e con l’aiuto economico di ditte, associazioni e istituzioni, ebbero inizio i lavori per la costruzione, grazie soprattutto anche al grande impegno dei soci volontari che misero a disposizione la manodopera.
Il rifugio venne inaugurato il 22 settembre 1963, alla presenza delle autorità, dei soci CAI, di tutti coloro che in vari modi avevano partecipato alla realizzazione dell’agognato “Rifugio del Montanaro”, come fu deciso di chiamarlo.


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