Dante Alighieri al Falterona (Rifugio)

  • Regione: Toscana
  • Località: Stia (Arezzo)
  • Sezione: Firenze
  • Anno di costruzione: 1883
Dante Alighieri al Falterona (Rifugio)

Dante Alighieri al Falterona (Rifugio)

Il terreno poco sotto la vetta del Monte Falterone, su cui fu costruito il rifugio Dante Alighieri, era stato gentilmente donato, alla sezione CAI di Firenze, dal cav. Vincenzo Bordigoni di Sarzana che ne era proprietario.
Il disegno e la perizia, nonchè la verifica dei lavori, furono opera dell’ing. comunale di Stia, Francesco Pagnini.
Alla spesa vi concorsero con offerte spontanee la Sede Centrale del CAI, le sezioni di Firenze, Genova, Torino, Vicenza, Roma, Bergamo, Milano, Sondrio e la SAT di Trento, alpinisti italiani e stranieri, i comuni del Casentino, la Casa d’Absburgo Lorena e molti privati casentinesi.
I lavori do costruzione iniziarono nel 1882 ed un anno dopo il rifugio Dante Alighieri fu inaugurato, il 17 giugno del 1883.
Una costruzione robusta fatta esternamente con bonze in pietra accapezzate a martello ed il tetto con lastre parimenti di pietra. Non avendo sorgenti d’acqua vicine, la riserva idrica veniva assicurata da una serie di grondaie che facevano confluire l’acqua piovana direttamente in una cisterna nel locale cucina.
Per una ventina d’anni fu visitato da un gran numero di persone italiane e straniere, che ne ammirarono l’elegante e solida costruzione e da tutti rispettato. Nel 1901 incominciarono a segnalarsi i primi danneggiamenti per parte di qualche vandalo che riuscì a penetrare mediante scasso e scalamento nelle stanze riservate, e vari mobili e stoviglie vennero rubati. Penetrarono nel ricovero scoperchiando il tetto e abbattendo il camino del focolare.
A causa di queste aperture l’acqua e la neve, penetrarono nelle stanze e lo danneggiarono in maniera grave.
Si ripararono i danni con gli opportuni restauri per ben tre volte, ma il continuo protrarsi di atti vandalici sempre più devastanti, costrinse la Sezione ad abbandonare il rifugio alla sua sorte.


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