SARI (Rifugio) (distrutto)

  • Regione: Piemonte
  • Località: Balme (Torino)
  • Sezione: S.A.R.I. ex sezione giovanile del CAI
  • Anno di costruzione: 1910
SARI (Rifugio)

SARI (Rifugio)

Tra i nomi che hanno rivestito un ruolo fondamentale nella storia alpinistica torinese va sicuramente ricordato quello di Eugenio Ferreri, nato a Torino nel 1892, fondatore nel 1908, a soli 16 anni, del gruppo alpinistico studentesco S.A.R.I. (Società Alpina Ragazzi Italiani).
L’Associazione, grazie all’interessamento dell’avv. Luigi Cibrario, divenne due anni dopo una sezione giovanile autonoma del Club Alpino Italiano. Fu mantenuta la sigla originale ma le iniziali divennero però quelle di un motto in latino: Sint Alpes Robur Juvenum.
Il 24 luglio dello stesso anno fu inaugurato il rifugio SARI ai Laghi Verdi nel Vallone del Paschiet che rimase operativo fino al 1935 per poi essere abbandonato e successivamente distrutto nel corso della seconda Guerra Mondiale. Nelle vicinanze nel 1985 fu costruito un bivacco dedicato alla guida alpina Gino Gandolfo.
A onor di cronaca va ricordato che nel 1918 fu fondata anche la sezione femminile della SARI, la USSI (Unione Sportiva Studentesse Italiane) ma di li a pochi anni dopo arrivò il periodo in cui la pratica di ogni attività fisica, tra cui l’alpinismo, doveva essere inquadrato nello sport fascista, con la conseguente perdita di autonomia e d’identità di ogni associazione sportiva. La SARI e la USSI vennero sciolte nel 1927 per confluire nei GUF (Gruppi Universitari Fascisti).


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