3° Alpini in Valle Stretta (Rifugio) (privato)

3° Alpini in Valle Stretta (Rifugio)

3° Alpini in Valle Stretta (Rifugio)

Con il trattato di pace firmato a Parigi il 10 febbraio 1947 con le potenze alleate, l’Italia uscì definitivamente dalla seconda Guerra Mondiale. La gente piangeva i suoi morti e restavano da sanare gravi ferite materiali. A ciò si aggiunse alcune rettifiche territoriali imposte dai vincitori. In Piemonte, a differenza di quanto accadde in altre regioni d’Italia, le rettifiche non toccarono territori popolati ma soltanto alcune località lontane dai centri abitati come il colle del Moncenisio, la cima dello Chaberton e la Valle Stretta; zone però note per interesse alpinistico e turistico. Valle Stretta passò dal comune di Bardonecchia al comune francese di Névache nel quale si trovava il rifugio 3° Alpini, costruito dalla sezione CAI di Torino nel 1930. Il rifugio dopo il 1947 passò alla sezione CAF (Club Alpino Francese) di Briançon che nel 1970 lo rese al CAI di Torino per un franco simbolico. Dal 2006 il rifugio è privato, gestito dalla famiglia Novo.
Risalendo la Valle Stretta con una cartina alla mano, è possibile notare come tutte le cime abbiano dei nomi biblici. Si narra che un pellegrino di ritorno dalla Terra Santa battezzò le nostre vette in ricordo della Palestina.
La piccola cappella in cima al Monte Tabor (vedi foto) è meta tuttora di pellegrinaggi. Un voto contro una grave epidemia nel 1860 venne fatto dagli abitanti di Melezet che tutti gli anni salgono alla cima in processione lungo la via crucis. (tratto da CAI-UGET notizie 2017)


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