Romualdi Gino (Rifugio) già Rifugio Osservatorio sul Monte Cimone(abbandonato)

Romualdi Gino (Rifugio) già Rifugio Osservatorio sul Monte Cimone

Romualdi Gino (Rifugio) già Rifugio Osservatorio sul Monte Cimone

L’attività scientifica sul Monte Cimone ebbe inizio già nel 1655, quando due gesuiti, i padri Riccioli e Grimaldi, giunsero in vetta per determinarne l’altezza con metodi scientifici.
Nel 1671 per la prima volta in Italia il matematico Geminiano Montanari giunto in vetta, usa il barometro per stimare l’altezza della montagna.
L’idea di costruire una torre sul Monte Cimone destinata ad osservatorio era nata a Modena fin dal 1852, ma solo nel 1880 si imprese ad attuarla, grazie all’interessamento del prof. Pietro Tacchini, direttore del R. Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica in Roma.
Alla costruzione parteciparono il Governo e in modo particolare il Ministero della Pubblica Istruzione, il Comune e la Provincia di Modena, le Sezioni CAI dell’Enza (Bologna e Firenze) ed altri enti.
La robusta torre ottagonale, posta sulla vetta del Monte Cimone a m. 2165, la cima più elevata dell’Appennino, era alta m. 12 (formata da 3 piani ed un terrazzo) con un perimetro di m. 38,40.
Inaugurata nel 1892 venne intitolata al fisico modenese Geminiano Montanari. Divenne così il primo osservatorio meteorologico del Cimone, ove vennero effettuati studi inerenti alla radiazione solare e sui fulmini.
Vi erano aggiunte delle capanne con letti e brande per l’alloggio dei turisti, con servizio di alberghetto, nei mesi estivi.
In seguito ospitò un termoidrografo (per registrare temperatura e umidità dell’aria) ed un eliofanografo (per misurare la durata giornaliera della luce solare); molti scienziati vi compirono studi e misure sino al 1922, poi venne abbandonata.
Nel 1908 nei pressi della Torre-rifugio venne eretta la chiesetta della Madonna della Neve, che nella festa del 15 agosto richiama sul monte ancor’oggi molti fedeli.
Nel 1934 il Genio Civile la usò per esperimenti televisivi ma cadde in rovina durante la seconda guerra mondiale.
Nel 1937 l’Aeronautica Militare edificò sulla vetta una casermetta per i servizi meteo e di telecomunicazione.
Nel 1939 su progetto dell’ing. L. Giorgi, che diresse i lavori, la sezione CAI di Modena eresse un rifugio che venne dedicato alla memoria del tenente Gino Romualdi, caduto nel corso della Grande Guerra.
Nel 1950 venne requisito dall’Aeronautica Militare per motivi militari, e collegato da un passaggio coperto alle strutture militari esistenti in loco.
Stava nascendo l’Osservatorio Meteorologico, che iniziò a fornire servizio di assistenza radiogoniometrica al volo, estendendo le sue attività allo studio della grandine.
La stazione di ricerca che venne intitolata nel 1998 al prof. Ottavio Vittori, già comandante dell’Osservatorio dell’Aeronautica, indi direttore della sezione di Bologna dell’Istituto di Fisica dell’Atmosfera del CNR, grazie al quale, nel 1996, il CNR ottenne in comodato una parte dell’ex-rifugio Romualdi; che divenne la stazione di ricerca dei cambiamenti climatici.


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