Mariotti Giovanni al Lago Santo Parmense (Rifugio)

Mariotti Giovanni al Lago Santo Parmense (Rifugio)

Mariotti Giovanni al Lago Santo Parmense (Rifugio)

Il primo rifugio al Lago Santo Parmense fu inaugrato il 12 settembre del 1882. Fu costruito sfruttando un promontorio di roccia sul quale fu fatta una gettata che avanza nel lago.
Si narra che nell’occasione si accesero dei falò sulle cime circostanti che illuminarono il lago; furono anche varate due piccole imbarcazioni “Parma” e “Reggio” a memoria delle due città che all’epoca costituivano la proprietaria Sezione dell’Enza.
L’antica costruzione, in muratura di pietrame tradizionale e copertura in lastre di arenaria, è ancora chiaramente ravvisabile nell’edificio odierno. Constava di due camere di m. 6×5, una al pian terreno per uso cucina e refettorio e l’altra al piano superiore come dormitorio; poteva ospitare fino a 20 persone.
Già nel 1891 la Sezione procedette ampliamento del rifugio, prolungandone il lato nord con la costruzione sempre in muratura di altri due locali.
Con la Grande Guerra il ricovero fu oggetto di devastazione e spogliato di ogni suppellettile.
Nel 1924 fu ricostruito e riaperto, successivamente subì ulteriori ampliamenti che vennero inaugurati dal sen. e presidente della sezione, Giovanni Mariotti nel 1929, ed a questi l’11 agosto 1935, pochi mesi dopo la sua morte, alla presenza del Presidente Generale del CAI fu dedicato il rifugio del Lago Santo.
Anche la seconda Guerra Mondiale lascio purtroppo il segno, la sera del 18 marzo del 1944, una aggressione fascista ad un gruppo di partigiani asserragliati nel rifugio. L’inevitabile battaglia, ricordata in una lapide eretta sul muro del rifugio, si concluse due giorni dopo quando i partigiani assediati riuscirono a rompere l’accerchiamento e portarsi verso il Monte Orsaro. Ai danni del combattimento si aggiunsero le devastazioni provocate dalla immediata rappresaglia dei tedeschi e fascisti.
Nel dopoguerra furono effettuati i lavori di ripristino e restauro del rifugio che fu reso funzionante nel 1950.


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