Giardino Esperia (Rifugio)

Giardino Esperia (Rifugio)

Giardino Esperia (Rifugio)

L’idea di un Giardino Botanico nacque in seno alla sezione CAI di Modena già negli anni ’30, con lo scopo didattico e di salvaguardia della flora spontanea dell’Appennino.
Il progetto si concretizzò solo nel 1952 quando il Comune di Sestola mise a disposizione due ettari di terreno a Passo del Lupo.
Il Consiglio Direttivo del CAI, grazie all’azione di alcuni soci appassionati diede vita al C.E.A.S. Centro Erboristico Appenninico Sperimentale, presieduto dal Prof. Francesco Panini, docente dell’Università di Roma.
Lo scopo del centro era quello di conservare la flora maggiormente minacciata, ma anche di sperimentare nuove coltivazione di graminacee, foraggere e fruttifere del sottobosco a vantaggio di coltivazioni e raccolte più razionali, tendendo di raggiungere un’equilibrio tra risorse montane ed esigenze di vita delle popolazioni.
Purtroppo alla scomparsa dei fondatori, per oltre un decennio, seguirono anni di decadenza e le attività cessarono.
Nel 1980 i coniugi Enzo e Tina Zuccoli, sotto la direzione scientifica della prof. Daria Marchetti Bertolani, dell’Università di Modena, riattivarono le attività del Giardino Esperia.
In quegli anni, il Giardino subì notevoli mutamenti: venne delimitata l’area con la recinzione, vennero sistemati i sentieri e i ruscelli che lo attraversano, fu inoltre creata una zona ampia sistemata con aiuole e roccie, per ospitare oltre alla flora autoctona anche pinte e fiori delle diverse catene montuose dei continenti.
Il Giardino Esperia tuttora in attività, dal 2003 è seguito con competenza e passione dalla dott.ssa Emanuela Vanda, che svoge anche attività didattica e divulgativa con gruppi di visitatori.
L’importanza che il Giardino ha assunto fino ad oggi è dovuta soprattutto al lavoro svolto volontariamente dai soci CAI di Modena e di Sestola che hanno rinnovato costantemente in tutti questi anni il loro impegno.


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