Battisti Cesare al Monte Cusna (Rifugio)

Battisti Cesare al Monte Cusna (Rifugio)

Battisti Cesare al Monte Cusna (Rifugio)

Durante una escursione dell’allora U.O.E.I. (Unione Operaia Escursionisti Italiani) sul Monte Cusna, nel luglio del 1924, maturò nei gitanti l’idea di costruire un rifugio nella zona.
Nel giro di pochi giorni il consiglio direttivo del sodalizio approvò all’unanimità l’idea, indicando la zona di Lama Lite luogo ideale per erigere il rifugio.
Tra le varie forme escogitate per reperire i fondi necessari alla costruzione il Sodalizio provvide ad emettere anche un caratteristico francobollo chiudi-lettera del valore di 50 centesimi che lanciò sul mercato con lo slogan “un francobollo per un mattone”.
Un anno dopo il 20 settembre del 1925, quasi a tempo di record, il nuovo rifugio fu inaugurato e dedicato al martire trentino Cesare Battisti.
Il 16 dicembre del 1926 la U.O.E.I. si trasformò in A.R.D.E. (Associazione Reggiana Dopolavoro Escursionisti) e successivamente nel 1933, sotto il regime fascita, venne sciolta per non essersi allieata allo spirito dell’epoca.
Il patrimonio dell’A.R.D.E. passò quindi con determina all’O.N.D.(Opera Nazionale Dopolavoro) la quale però non poté vantare alcun diritto di proprietà sul rifugio Battisti, in quanto già nel 1927, con un buon tempismo, l’allora sezione CAI dell’Enza acquistò l’immobile direttamente dall’U.O.E.I.
Nel 1933, quando la sede centrale del CAI prese atto dello scioglimento della Sezione dell’Enza, il Battisti, ubicato all’interno dei confini della provincia reggiana, rimase di proprietà della sezione CAI di Reggio Emilia, la quale continuò a gestirlo, fino a che non fu completamente distrutto dai tedeschi tra l’8 e il 9 di agosto del 1944 per impedire ai partigiani di servirsene.
Si dovette aspettare fino 1968 per parlare di ricostruzione allorquando la Sezione deliberò la sua riedificazione.
Con notevoli sforzi e molto volontariato il 19 luglio del 1970 venne inaugurato il nuovo Cesare Battisti.
Negli anni successivi altri interventi di manutenzione e necessari adeguamenti di legge furono eseguiti.
Con il continuo aumento dei visitatori e l’inadeguatezza della struttura, nel 2005 vennero eseguiti dei lavori di ampliamento che quasi raddoppiarono il rifugio senza però stravolgerne l’architettura originaria.
(tratto da un articolo di Iglis Baldi)


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